Prestazioni Energetiche degli Edifici: Nuove Metodologie di Calcolo e Requisiti Minimi

In attesa del parere della Conferenza delle Regioni, è in arrivo il nuovo decreto che definisce le modalità di applicazione delle metodologia di calcolo e i requisiti minimi delle prestazioni energetiche e dell’utilizzo delle fonti rinnovabili negli edifici.

Il nuovo decreto, un aggiornamento del precedente Dpr 59/2009, è il primo dei provvedimenti attuativi del DL 63/2013, convertito nella Legge 90/2013, che ha aggiornato il Dlgs 192/2005, in recepimento della Direttiva 2010/31/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010 sulla prestazione energetica nell’edilizia (Edifici a Energia Quasi Zero).

L’obiettivo del nuovo decreto è quello di rendere l’applicazione delle norme subito operativa ed conforme in tutte le Regioni d’Italia e di rafforzare gli standard energetici minimi per gli edifici di nuova costruzione e per quelli ristrutturati, ottimizzando il rapporto costi/benefici degli interventi, per arrivare a realizzare Edifici a Energia Quasi Zero previsti dalla Direttiva.

La nuova metodologia di calcolo della prestazione energetica degli edifici, terrà conto delle norme tecniche UNI/TS 11300-3 e UNI/TS 11300-4 sulla climatizzazione estiva sull’uso delle rinnovabili, e della Raccomandazione 14 del CTI sul calcolo dell’energia primaria.

I requisiti minimi di prestazione energetica sono fissati in modo da consentire livelli ottimali in funzione dei costi, come previsto dall’articolo 5 della Direttiva 2010/31/UE. Tali requisiti si applicheranno agli edifici nuovi e a quelli sottoposti a ristrutturazioni importanti, saranno aggiornati ogni 5 anni e verificati confrontando l’edificio con un edificio identico per geometria, orientamento, ubicazione, destinazione d’uso.

Attenzione! I nuovi requisiti minimi entreranno in vigore il 1° luglio 2015 e saranno resi più severi dal 1° gennaio 2019 per gli edifici pubblici e dal 1° gennaio 2021 per gli altri edifici, per realizzare gli edifici a energia quasi zero.

Secondo le stime, a parità di servizi (riscaldamento, condizionamento, acqua calda, ecc.), i nuovi edifici a energia quasi zero consumeranno meno della metà degli attuali, rimanendo sostenibili in termini di costi di investimento e coprendo gran parte dei fabbisogni con le rinnovabili.

N.B.: Il decreto disponibile ad oggi è una bozza provvisoria. Pubblicheremo la versione definitiva non appena verrà diffusa dal Ministero dello Sviluppo economico.